tullio pancheri coredo10

tullio pancheri coredo10

Corredo - Val di Non - La fontana
A destra il muro oramai inesistente che cingeva Casa Ossana
Cartolina viaggiata il 16 agosto da Coredo a Mezzolombardo

Quando ho mostrato questa cartolina a mia suocera, la Natalia "bertoluzza" di Coredo,il suo pensiero è immediatamente corso ad un episodio rimasto indelebile negli anni, che riguardava la zia Maria Bertol, sorella di sua madre Emma. La zia da adolescente 15/16 anni "parlava" con un certo Riccardo "di barboni" quando, come succedeva spesso in quegli anni, nella nostra val di Non, quest'ultimo partì per l'America in cerca di lavoro. Passarono circa dieci anni (anni '20), quando con un certo gruzzolo messo da parte con immensi sacrifici e privazioni, ritornò nella sua Coredo. La voce si sparse immediatamente nel piccolo paese, ed appena giunta alla nostra Maria che si era appena recata alla fontana delle oche con il "bazilon" sulle spalle, prima ancora di arrivare a casa, posatolo a terra trafelata gli corse incontro sulla strada. Il Riccardo appena se la vide davanti senza por tempo al tempo le chiese: Sei sempre dell'idea di sposarmi? Si! rispose Maria senza esitazione alcuna. Particolare non da poco il fatto che, durante la lunga lontananza, mai si erano scritti alcunchè.

Pastorelli Riccardo dei "Barboni". Perchè questo soprannome? Nel 1809 fu a Coredo Andreas Hofer per incitare il popolo alla sollevazione contro i Bavaresi. Hofer portava una lunga e folta barba tanto che lo chiamavano - 'l zeneral barbon -. La famiglia che lo ospitò fu appunto quella dei Pastorelli che da allora ebbe quel soprannome.
Dal libro "La nuova Chiesa Parrocchiale di Coredo -1948 -

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