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Romeno - Anni '30

Ed. Amonn, Bolzano per Rodolfo Graiff, Romeno

Da un articolo Roberto Pancheri dall'interessante rivista "Le Tre Venezie" dedicato alla Val di Non

La Valle di Non ha dato i natali a un artista di fama internazionale, Giovanni Battista Lampi, che fu uno dei ritrattisti più apprezzati del suo tempo. Nato a Romeno nel 1751, si formò nella bottega del padre Matthias, un modesto pittore originario della Val Pusteria. Dopo il periodo di formazione espletato a Salisburgo e all’Accademia di Pittura di Verona, il giovane Giambattista aprì bottega a Trento, dipingendo numerosi ritratti e pale d’altare, tra cui quella di Sanzeno, firmata e datata 1775. Il dipinto raffigura i Martiri di Cappadocia Sisinio, Martirio e Alessandro, evangelizzatori dell’Anaunia, che furono trucidati a Sanzeno dai pagani nel 397. La composizione della pala è divisa in due parti, in conformità alla doppia dedicazione dell’altare: nel registro superiore, entro la centina sagomata, appare la Vergine Maria con il Bambino Gesù, secondo l’iconografia della Madonna del Buonconsiglio, venerata nel santuario di Genazzano. Nel registro inferiore sono collocati, su piani diversi, i tre martiri, raffigurati nella gloria del paradiso. I due temi, che non presentano punti di tangenza dal punto di vista narrativo o simbolico, sono stati riuniti nella stessa ancona in ragione dell’antica venerazione di cui l’immagine mariana era oggetto presso la popolazione locale e per esplicita volontà dei committenti, i fratelli de Gentili, il cui stemma compare sulla dalmatica di San Sisinio. Dal punto di vista stilistico, la pala risente dell’alunnato veronese del pittore, specialmente nel chiaroscuro insistito, che si richiama direttamente alla lezione di Giambettino Cignaroli. Di ascendenza cignaroliana sono anche le posture e le fisionomie dei due martiri più giovani, come pure il trattamento dei panneggi, profondamente intaccati e quasi scolpiti dalle ombre. La coerente ed equilibrata distribuzione delle figure nello spazio segna il raggiungimento, da parte di Lampi, di un alto grado di padronanza nel genere sacro. In seguito, tuttavia, egli abbandonò quasi completamente la pittura religiosa per dedicarsi alla ritrattistica. Nel 1780 Lampi lasciò per sempre il Trentino trasferendosi con la famiglia in Austria: dapprima a Innsbruck, poi a Klagenfurt e infine a Vienna, dove ben presto fu nominato professore all’Accademia di Belle Arti. La sua fama si consolidò grazie all’esecuzione di alcuni importanti ritratti di esponenti della Casa d’Asburgo, tra cui quello dell’imperatore Giuseppe II. Successivamente il pittore soggiornò a Varsavia, ritraendo l’ultimo re di Polonia Stanislao Augusto Poniatowski e numerosi esponenti dell’aristocrazia. Raggiunse l’apice del successo durante i sei anni trascorsi a San Pietroburgo, dove fu accolto alla corte di Caterina II e protetto dal principe Platon Zubov, ultimo favorito della zarina. Ritornato definitivamente in Austria nel 1797, riprese il suo ruolo di ritrattista prediletto della nobiltà mitteleuropea, continuando a insegnare all’Accademia. Nel 1825 inviò in dono alla comunità di Romeno la grande pala dell’Assunta, dipinta in collaborazione con il figlio maggiore. Lampi morì a Vienna l’11 febbraio 1830.

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