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Trento - San Martino - 1928 Sobborgo di Trento

San Martino Antico Castel Meano

Cartolina viaggiata nel settembre del 1928 indirizzata all'ing. Enrico Cainelli a Milano.

La chiesa di San Martino è una chiesa cristiana in rovina situata sul Dosso di San Martino presso Gazzadina, frazione del comune di Trento.
Della struttura rimangono pochi resti delle mura, oltre al campanile che sopravvive intatto.

La chiesa sorge sul Dosso di San Martino (che da lei prende il nome), un'altura situata appena ad nord-ovest dell'abitato di Gazzadina; è probabile che sul Dosso sia esistito, anticamente, un castelliere, e lo stesso sito è generalmente considerato essere l'ubicazione del "castello di Meano", una fortificazione scomparsa citata in vari documenti del XIII secolo.

La data di fondazione dell'edificio di culto è ignota, e potrebbe essere legata -come fa supporre anche il santo titolare- alla colonizzazione della zona da parte dei Longobardi.
Rilievi archeologici hanno evidenziato i resti, sottostanti le rovine odierne, di una cappella preesistente che era operativa nei primi decenni del XV secolo e che subì ad un certo punto la ricostruzione dell'abside; essa è citata in un testamento redatto nel 1485, che è in assoluto la prima fonte documentale a parlarne.
Probabilmente verso il tardo XV secolo o all'inizio del XVI questa cappella venne rasa al suolo per costruire la chiesa più recente: per primo venne eretto il campanile, seguito, dopo la spianatura del dosso, dall'abside, poi dall'aula e infine dalla sagrestia.

Durante il Basso Medioevo la chiesetta era alle dipendenze della pieve di Meano e rivestiva un importante ruolo comunitario: il triplice suono della sua campana era il segnale che chiamava all'adunata l'assemblea della regola di Meano.
Essa è citata in una serie di atti visitali del XVII e XVIII secolo, tra cui un testo del 1769 che lamentava la mancanza degli utensili per la celebrazione e dei documenti relativi alla consacrazione dell'altare e dell'intera struttura.
La chiesa di San Martino rimase regolarmente in uso fino alla metà del XIX secolo, quando venne edificata una cappella privata nel paese di Gazzadina, divenuta in seguito la chiesa della Madonna di Caravaggio: a questo punto la chiesa sul dosso venne trascurata e subì un rapidissimo degrado, tanto che nel 1842 era già "quasi onninamente sfasciata", e non venne ritenuto vantaggioso risistemarla.

Nella prima metà del XX secolo, la Soprintendenza ai Monumenti e alle Gallerie di Trento si interessò ai ruderi, svolgendo i lavori di sistemazione e consolidamento più essenziali; ulteriori lavori, accompagnati da un importante sopralluogo archeologico, avvennero nel 2001.